La moglie tradita, che decise di vendicarsi col miglior amico del marito

Il mondo mi crollò, quel giorno. Mio marito, il mio adorato compagno da ormai 15 anni, mi tradiva con una escort. Lo compresi perché, inavvertitamente, lasciò il cellulare a casa. Ed arrivò un messaggio abbastanza inequivocabile: “Ciao porcellino, sono Samantha di Escortmaps.com. Ho letto il messaggio che hai mandato sul sito: sono pronta a donarti il mio splendido e prezioso lato B. Ti aspetto dopodomani, ore 18, come da tua richiesta”. 

Andai immediatamente su quel sito. Le donne presenti erano davvero belle ed affascinanti, per nulla volgari. E questo aspetto, ahimè, fu ulteriormente spiazzante. Mille domande, immediatamente, fecero capolino. Mi tradiva con una Escort. Forse era solo un po’ stanco della nostra routine. Non mi stava cornificando con una donna comune, ma con una femmina d’alto livello, dal fascino magnetico e dal corpo a dir poco perfetto anche agli occhi, tutt’altro che accondiscendenti, di una donna tradita. 

Non ero più la solita maiala, ma doveva dirmelo

Provai, in un certo qual modo, a giustificare quel suo comportamento fedifrago. Negli ultimi mesi, non ero stata una moglie attenta alle esigenze del proprio marito. Il mio lavoro mi assorbiva molto, la stanchezza fisica e mentale erano una costante quotidiana. La voglia di far sesso, oggettivamente, era venuta meno. E quando si faceva l’amore, non avevo certo lo stesso trasporto di sempre.

Mi presi qualche giorno per riflettere. Volevo capire se era il caso di affrontare il discorso con lui o lasciar perdere. Col passare dei giorni, però, la seconda ipotesi prese sempre più piede. Se era pur vero che non ero la solita maiala sotto le coperte, mio marito aveva l’obbligo di farmelo presente. D’altro canto, il dialogo, fra noi, non è mai mancato ed ha toccato, non di rado, anche argomenti strettamente correlati al sesso. 

Decisi, quindi, di soprassedere. Lo lasciai incontrare Samantha, la escort con la quale aveva stabilito un appuntamento. Non si era accorto di nulla: il messaggio fu mandato tramite SMS, non c’era la classica “spunta” presente nelle più note applicazioni di messaggistica istantanea. E per lavoro, mio marito era solito ricevere parecchi SMS. 

Sempre il solito: avevo ancora voglia, ma dovevo gustare un nuovo pene

Quando rientrò quella sera, puntuale come un orologio svizzero verso le 19,30, notai che aveva un’espressione particolarmente rilassata, come non avveniva da tempo. “Si è scopato quella bellissima escort, guarda quanto è felice”, fu questo quello che pensai nella mia mente. E solo in quel momento, “fulminata sulla Via di Damasco”, iniziai a pensare che, con ogni probabilità, mio marito era un traditore seriale

E se lui era tale, io dovevo restituire pan per focaccia. Feci un’attenta analisi introspettiva e compresi che, probabilmente, la minor voglia di sesso era dovuta, in primis, alla stancante abitudine allo stesso membro maschile. Che poi, ad essere sincera, non era niente di che: dimensioni nella media bassa e una bravura a letto che, col passare del tempo, stava scemando sempre più. Forse proprio per quelle frequentazioni piccanti al di fuori delle mura domestiche. 

Compresi, in quei momenti, che avevo voglia di cazzo. Tremendamente voglia di cazzo. Di un cazzo bello, duro e turgido. Un cazzo che mi facesse godere sul serio e non per finta. Un cazzo, in altre parole, che mi facesse sentire non solo donna, ma anche puttana. Troia per godere. E far godere. Decisi quindi di sedurre Bruno, il suo miglior amico, che stando ai suoi racconti di mio marito era particolarmente dotato

Bruno, l’amico superdotato di mio marito

Lo vedeva nudo negli spogliatoi del calcetto. E mi raccontava, tra il serio e il faceto, che Bruno era ribattezzato lo “sventrapapere”. Ci volle poco per sedurlo, lo confesso. Noi donne, in tal senso, abbiamo una certa sensibilità, capiamo al volo quando un uomo ci vuole sbattere. E Bruno, anche solo per come mi guardava, me lo aveva dato da intendere da illo tempore

Lo chiamai con una scusa banale. Gli chiesi se potessimo incontrarci per un aperitivo senza che dicesse nulla a mio marito. Accettò. Ci vedemmo. Durante lo Spritz gli lanciai degli sguardi inequivocabili, sino a quando, con una mano furtiva, gli accarezzai il pacco. Era già duro come il marmo. Già al tatto, si intuiva come la fama di Bruno fosse più che meritata. 

Mi invitò nel suo appartamento. E dopo pochi secondi ci ritrovammo avvinghiati l’un l’altro, travolti da un tourbillon di passione come non avevo mai provato in vita mia. Furono due ore di sesso. Puro e semplice. Lui voleva scoparmi da sempre, io avevo voglia di un bel cazzone: l’intesa fu immediata. Ed ancora oggi, nonostante siano passati due anni, io e Bruno, perlomeno una volta a settimana, ci incontriamo clandestinamente. Con reciproca soddisfazione.

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